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venerdì 16 ottobre 2015
martedì 25 agosto 2015
Con il prof. Giuseppe de Natale contro chi vuole mettere Napoli in ginocchio attraverso la paura
De Natale: "Purtroppo ciò che realmente ci manca, da 154 anni a questa parte, è il controllo e la cura del nostro territorio."
| Il prof. Giuseppe de Natale parla con il prof. Ciro Di Francia presso la sede dei Meridionalisti Democratici di Pozzuoli |
Il nostro movimento sostiene in pieno il grande lavoro scientifico e la lotta per la difesa del territorio napoletano che sta portando avanti il direttore dell'Osservatorio Vesuviano, il prof. Giuseppe de Natale. C'è qualcuno che vuole spaventare Napoli, fomentando un giorno la paura di un'eruzione del Vesuvio e un altro quella dei Campi Flegrei, per mettere l'ex capitale del Regno delle Due Sicilie completamente in ginocchio.
Pubblichiamo per i nostri lettori alcuni commenti fatti dal prof. de Natale su Facebook nei giorni scorsi e il comunicato ufficiale dell'Osservatorio Vesuviano sul pericolo eruzione nel napoletano. Partiamo da un commento molto meridionalista del prof. de Natale.
“Purtroppo ciò che realmente ci manca, da 154 anni a questa parte, è il controllo e la cura del nostro territorio. Personalmente penso che le nostre città vadano ridisegnate, riorganizzate, razionalizzate. Questa è di fatto la grande opportunità che ci dà la dichiarazione, oggi esplicita da parte dello Stato, del Rischio Vulcanico. Altrimenti i Piani di Emergenza restano figure rosse disegnate su una mappa, senza alcun contenuto. La razionalizzazione e la messa in sicurezza ambientale delle nostre aree sarebbe una grande opportunità economica, non solo per il Sud ma per tutto il Paese (a patto che si riesca a sfuggire alla logica delle 'mafie'). Ma è un'opportunità che per essere colta ha bisogno di un grande supporto Politico, che può venire solo dalle Istituzioni locali e dai parlamentari del Sud.”
Facebook, 23 agosto 2015 - "Le solite banalità su nostri vulcani"
"Sky Tg 24 oggi ripete le solite banalità sui nostri vulcani,
e diversi quotidiani lo seguono. La notizia: 'i Ricercatori Mastrolorenzo e
Pappalardo in un lavoro pubblicato su Nature…'; il lavoro in questione è del
2012, e non fu pubblicato da Nature bensì da ‘Scientific Report', dello stesso
gruppo editoriale ma di peso ben diverso; 'il Vesuvio potrebbe tornare ad
eruttare, abbiamo le prove...'; certo che tornerà ad eruttare, è un vulcano
attivo! Dulcis in fundo: 'scoperta una grande camera magmatica che alimenta i
tre vulcani, a 10 km di profondità...'; certo, l'abbiamo scoperta noi, con gli
esperimenti di tomografia sismica a Vesuvio e Campi Flegrei, tra il 1994 ed il
2001; è un fatto talmente noto che anche Focus di Settembre lo ha reso
graficamente nel suo articolo sui vulcani napoletani; e non ha alcuna
implicazione allarmistica, semplicemente fu all'epoca identificata
direttamente, come forma e profondità, la sorgente di alimentazione dei nostri
vulcani.
Siamo alle solite: lo 'scienziato' di turno decide di
mettersi in mostra facendo leva sulle paure della gente comune, ed i media ci
speculano facendo spettacolo, diffondendo banalità e, di fatto, disinformando."
![]() |
| Pagina 111 della rivista FOCUS edizione settembre 2015 |
Facebook 22 agosto 2015 - a proposito dell'articolo di Focus edizione settembre 2015
"Che ci fosse uno strato laminare di magma sotto tutta l'area vulcanica napoletana, a profondità tra 8-10 km, lo scoprimmo noi con gli esperimenti di tomografia sismica al Vesuvio e Campi Flegrei effettuati tra il 1994 ed il 2001. Comunque, la maggior parte delle eruzioni è alimentata da serbatoi più superficiali, posti a 4-5 km. Inoltre, la sorgente comune di alimentazione profonda non impedisce che l'attività eruttiva dei diversi vulcani sia profondamente differente e scorrelata temporalmente."
Facebook, 24 agosto 2015: "Creiamo le condizioni per un'economia compantibile con la natura dei nostri territori"
“Lanciare continui allarmi sul Vesuvio, sui Campi Flegrei, domani anche su
Ischia (qualcuno già lo fece qualche anno fa) significa ribadire una nostra
posizione svantaggiata, una sorta di 'maledizione' sui nostri territori. In
fondo, poiché i vulcani effettivamente ci sono, esistono solo due 'visioni' del
problema. La prima è quella che, data la suddetta 'maledizione', sul nostro
territorio non si possa far nulla: non si possa vivere, costruire ospedali,
scuole, industrie; in poche parole, questa visione predica l'abbandono e
l'oblio di questi territori. La seconda 'visione', che è poi quella dominante
da 3000 anni a questa parte, è che, nonostante i vulcani, questi siano comunque
territori 'benedetti', dalla natura e dall'intelligenza umana; quindi, bisogna
trovare il modo di convivere con questo fenomeno naturale, sfruttandone nel
contempo tutti i vantaggi legati ad esso. Come dicevo, la Storia si è
sviluppata seguendo la seconda 'visione', e possiamo dire che l'intera civiltà
occidentale è nata qui, e proprio in conseguenza di tale scelta. Io sposo
pienamente questa 'visione', queste non sono Terre da abbandonare ma da
coltivare, da amare e da valorizzare, con tutti i grandi vantaggi che proprio
dal vulcanismo discendono. Purtroppo, molti 'scienziati', molti media anche
locali, consapevolmente o meno tirano acqua all'altro mulino, all'ipotesi che
ci vede 'figli di un Dio minore' in una terra 'maledetta' da abbandonare.
Elaboriamo invece nuovi progetti per una maggiore vivibilità, ridisegniamo le
nostre città, ottimizziamole anche in funzione di una pronta risposta ad
eventuali future eruzioni; creiamo le condizioni per un'economia compatibile
con la natura dei nostri territori, che contiene anche enormi risorse finora
inutilizzate.”
Comunicato Ufficiale dell'Osservatorio Vesuviano
Link all'articolo pubblicato online da "Il Mattino" il 23 agosto 2015 con le dichiarazione del prof. Giuseppe de Natale
venerdì 24 luglio 2015
Servizio TGR Campania - Meridionalisti Democratici sulla Geotermia nei Campi Flegrei
Servizio del TGR Campania del 24 luglio 2015, ore 14,00, sulla geotermia nei Campi Flegrei, con interviste a Nicola Olivieri, Presidente dell'Associazione per il Meridionalismo Democratico, Alessandro Citarella, Coordinatore Campano dei Meridionalisti Democratici, e al prof. Giuseppe De Natale, direttore dell'Osservatorio Vesuviano. Il convegno si è svolto a Pozzuoli, presso la sede dell'Associazione per il Meridionalismo Democratico, l'8 luglio 2015.
Posted by Meridionalisti Democratici on Venerdì 24 luglio 2015
giovedì 9 luglio 2015
Il prof. Vincenzo Crosio eletto segretario della Sezione Flegrea
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| il Prof. Vincenzo Crosio |
Il nuovo segretario subentra all'amico Gino Balestrieri che ha avuto il grande merito di aver dato vita alla sezione flegrea e averla portata al giusto livello di radicamento sul territorio.
Il prof. Crosio, insegnante all'Istituto Tecnico Statale Commerciale e per Geometri “Vilfredo Pareto” di Pozzuoli, è il direttore del Centro Studi “Sandro Pertini”.
Il prof. Crosio continuerà e potenzierà il lavoro già messo in atto dal nostro movimento per la creazione di un Biodistretto Flegreo. Crosio spiega che “il biodistretto è un sistema di economia politica del territorio che tende a potenziare i fattori di crescita economica mettendo al centro i bisogni di promozione sociale culturale della comunità di riferimento. Nel nostro caso il biodistretto è il parametro più evidente della possibile riscossa dei territori meridionali a fronte di una terza colonizzazione del sistema eurocentrico e nord-capitalistico i cui segni catastrofici sono evidenti nel sud del mediterraneo come in Grecia e in Italia meridionale.”
L’ufficio di presidenza, nel ringraziare il segretario uscente Gino Balestrieri, augura “buon lavoro” al prof. Crosio.
lunedì 24 novembre 2014
Una nuova cabina di regia per "fare sistema" al Sud
Riportiamo l''intervento che Tony Quattrone ha fatto per i Meridionalisti Democratici-federalisti europei durante il convegno organizzato dal Partito Democratico di Pozzuoli intitolato "Disegniamo il futuro di Pozzuoli e dell'Area Flegrea", che si è svolto il 22 e 23 novembre 2014 presso l'Hotel "Gli Dei" di Pozzuoli. Nel convegno si è discusso dei piani portati avanti dal Sindaco di Pozzuoli e dalla sua amministrazione, dei progetti nell'area flegrea, del rapporto fra i comuni e lo Stato Italiano, le difficoltà che la burocrazia statale pone nell'attuazione dei progetti comunali nella zona flegrea, l’assenza di un’agenda meridionalista nel Partito Democratico e la generale assenza del Mezzogiorno nei piani del governo. L'intervento del nostro rappresentante ha posto l’accento sia sulla necessità di creare una visione di come vogliamo che sia il Mezzogiorno nel futuro e sia sulla necessità di creare una cabina di regia capace di gestire in modo sistemico la politica territoriale nel Sud e in particolare quella dei Campi Flegrei. La cabina di regia, dal nostro punto di vista, dovrà includere, oltre alle istituzioni, anche le associazioni territoriali.
Durante l'incontro si sono succeduti amministratori flegrei, attivisti delle diverse associazioni, giovani militanti e rappresentanti del PD, il sindaco di Pompei, Nando Uliano, il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, l'editore Dario Chiocca ed infine, il presidente del partito democratico, Matteo Orfini. Quest'ultimo ha ricordato, alla fine dell’incontro, che il meridionalismo è la risposta alla mancanza di uguaglianza territoriale e che, purtroppo, quando la sinistra si è dimenticata dell’uguaglianza, ha finito per mettere da parte anche il meridionalismo. Orfini auspica che il meridionalismo divenga centrale nel PD.
**********Segue l'intervento di Tony Quattrone***************
Ringrazio Mariano Amirante per il gentile invito a partecipare a questa importante “due giorni” su Pozzuoli e il futuro dei Campi Flegrei.
Sono Tony Quattrone e faccio parte dei meridionalisti democratici-federalisti europei. Noi, meridionalisti democratici, abbiamo il piacere non solo di essere vicini di casa del partito democratico puteolano ma di aver anche ospitato nella nostra sede, durante l’ultimo anno, gli onorevoli Gianni Pittella e Leonardo Impegno. Condividiamo con il Partito Democratico una visione simile sui diritti civili, umani e sociali e abbiamo la medesima aspirazione di porre al centro del nostro impegno politico la giusta uguaglianza fra le persone, sia in senso formale, attraverso la legge, sia in modo sostanziale e reale, rimuovendo quelle barriere di ordine naturale, sociale ed economico che non consentono la piena realizzazione delle persone.
Nelle discussioni con Pittella e Impegno abbiamo ribadito due concetti fondamentali. Il primo è che è necessario formulare una visione di cosa deve essere il nostro Mezzogiorno. Abbiamo bisogno di immaginare come deve essere il Sud del 2020. Quali sono le nostre vocazioni? Quali sono le attività produttive che meglio esprimono la nostra personalità “collettiva”? Quali sono le attività che meglio si coniugano con le specificità geografiche del territorio? Per rispondere a queste domande è necessario rapportarsi direttamente al territorio, analizzare le statistiche, comprendere gli eventi nel loro rapporto di causa ed effetto, cercando di capire cosa ha condotto il Mezzogiorno alla sua condizione di subalternità e di arretratezza, partendo dall'invasione piemontese di 154 anni fa arrivando fino ad oggi.
Il secondo punto che abbiamo ribadito è quello della necessità di sviluppare un concetto sistemico, ponendo al centro di tutta l’attività politica una metodologia che individui in tutte le occasioni le interconnessioni fra una azione ed un’altra, cercando di comprendere i rapporti di causa ed effetto. Questa metodologia sistemica pone in risalto la necessità che ci sia una cabina di regia capace di creare la necessaria e auspicabile sinergia negli interventi infrastrutturali, negli interventi economici, in quelli fiscali e così via. Con Pittella e Impegno abbiamo ribadito che il Partito Democratico e i rappresentanti parlamentari dei nostri territori, di tutti i partiti, così come i governatori, fino ad oggi sono venuti meno alla creazione di tale cabina di regia, che poteva intervenire con forza per rimuovere le barriere all'uguaglianza che oggi sono la causa della forte emigrazione dei nostri ragazzi verso altri territori, portando via la nostra futura classe dirigente.
Veniamo ai Campi Flegrei. In primo luogo, esprimiamo la nostra posizione positiva nei confronti del Sindaco Vincenzo Figliolia, che ha saputo muoversi con grande abilità nel portare avanti la trasformazione di Pozzuoli. Le cose si vedono ad occhio nudo e non staremo qui a fare la lista delle cose che vanno e quelle da completare. Fare il Sindaco è lavoro durissimo, specialmente quando lo Stato Nazionale Italiano pone tanti ostacoli sulla sua strada.
Per quanto riguarda i Campi Flegrei, è fondamentale creare una visione condivisa fra i cittadini. Noi abbiamo proposto nel nostro convegno dell’anno scorso, organizzato con varie associazioni flegree, una Campi Flegrei del 2020 come un biodistretto, dove tutte le attività produttive sono volte al rispetto della vocazione del territorio. Al centro della nostra visione è un territorio che mette in risalto l’agricoltura, l’artigianato di qualità, il turismo di qualità basato sia sulla archeologia sia sulla paesaggistica, la cultura.
Per portare avanti una visione dei Campi Flegrei 2020, c’è bisogno di una metodologia di sistema perché gli attori sono tanti ed ognuno pone ostacoli sul percorso. Per esempio lo Stato Italiano, che ha messo la sua bandiera sui nostri beni archeologici, non fa la manutenzione che dovrebbe, e spesso non è nemmeno capace di tenerle aperte al pubblico. Se lo Stato non fa la sua parte, il resto del sistema si ferma. Pertanto, torniamo all'idea che Gianni Pittella lanciò nella nostra sede di chiamare a raccolta i deputati eletti al Sud per trovare il consenso necessario per spingere lo Stato ad intervenire in modo sistemico a sostegno della nostra archeologia, dei nostri beni culturali e paesaggistici e così via.
Chiudo con la proposta di creare una cabina di regia specifica per i Campi Flegrei, individuando al più presto e non oltre le prossime elezioni Regionali campane e le elezioni per il Sindaco di Quarto, la composizione di tale cabina. Auspichiamo che siano rappresentate correttamente le associazioni territoriali che in questo momento sono, probabilmente, l’unica realtà locale che funge da connessione fra la politica e i cittadini. Noi siamo pronti per dare il nostro contributo.
Durante l'incontro si sono succeduti amministratori flegrei, attivisti delle diverse associazioni, giovani militanti e rappresentanti del PD, il sindaco di Pompei, Nando Uliano, il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, l'editore Dario Chiocca ed infine, il presidente del partito democratico, Matteo Orfini. Quest'ultimo ha ricordato, alla fine dell’incontro, che il meridionalismo è la risposta alla mancanza di uguaglianza territoriale e che, purtroppo, quando la sinistra si è dimenticata dell’uguaglianza, ha finito per mettere da parte anche il meridionalismo. Orfini auspica che il meridionalismo divenga centrale nel PD.
**********Segue l'intervento di Tony Quattrone***************
| Tony Quattrone |
Ringrazio Mariano Amirante per il gentile invito a partecipare a questa importante “due giorni” su Pozzuoli e il futuro dei Campi Flegrei.
Sono Tony Quattrone e faccio parte dei meridionalisti democratici-federalisti europei. Noi, meridionalisti democratici, abbiamo il piacere non solo di essere vicini di casa del partito democratico puteolano ma di aver anche ospitato nella nostra sede, durante l’ultimo anno, gli onorevoli Gianni Pittella e Leonardo Impegno. Condividiamo con il Partito Democratico una visione simile sui diritti civili, umani e sociali e abbiamo la medesima aspirazione di porre al centro del nostro impegno politico la giusta uguaglianza fra le persone, sia in senso formale, attraverso la legge, sia in modo sostanziale e reale, rimuovendo quelle barriere di ordine naturale, sociale ed economico che non consentono la piena realizzazione delle persone.
| Mariano Amirante, segretario PD Pozzuoli |
| Enzo Figliolia, sindaco di Pozzuoli |
| Nando Uliano, Sindaco di Pompei |
Per quanto riguarda i Campi Flegrei, è fondamentale creare una visione condivisa fra i cittadini. Noi abbiamo proposto nel nostro convegno dell’anno scorso, organizzato con varie associazioni flegree, una Campi Flegrei del 2020 come un biodistretto, dove tutte le attività produttive sono volte al rispetto della vocazione del territorio. Al centro della nostra visione è un territorio che mette in risalto l’agricoltura, l’artigianato di qualità, il turismo di qualità basato sia sulla archeologia sia sulla paesaggistica, la cultura.
Per portare avanti una visione dei Campi Flegrei 2020, c’è bisogno di una metodologia di sistema perché gli attori sono tanti ed ognuno pone ostacoli sul percorso. Per esempio lo Stato Italiano, che ha messo la sua bandiera sui nostri beni archeologici, non fa la manutenzione che dovrebbe, e spesso non è nemmeno capace di tenerle aperte al pubblico. Se lo Stato non fa la sua parte, il resto del sistema si ferma. Pertanto, torniamo all'idea che Gianni Pittella lanciò nella nostra sede di chiamare a raccolta i deputati eletti al Sud per trovare il consenso necessario per spingere lo Stato ad intervenire in modo sistemico a sostegno della nostra archeologia, dei nostri beni culturali e paesaggistici e così via.
| Matteo Orfini, Presidente del PD |
Chiudo con la proposta di creare una cabina di regia specifica per i Campi Flegrei, individuando al più presto e non oltre le prossime elezioni Regionali campane e le elezioni per il Sindaco di Quarto, la composizione di tale cabina. Auspichiamo che siano rappresentate correttamente le associazioni territoriali che in questo momento sono, probabilmente, l’unica realtà locale che funge da connessione fra la politica e i cittadini. Noi siamo pronti per dare il nostro contributo.
| L'intervento di Tony Quattrone |
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